Negli anni Ottanta lessi un libro del filosofo parigino Paul Virilio (un mio coetaneo, morto alcuni giorni fa):“Velocità e Politica. Saggio di dromologia” (Multhipla Editore). Lo confesso, allora non capii la profondità del suo pensiero, specie il nesso ambiguo che c’era nel suo affresco-trittico “velocità-politica-potere”. Lo capii solo quando la mia generazione subì la doppia ...




