UN BANCHIERE SVIZZERO VIVISEZIONA L’ECONOMIA EUROPEA

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Dieci anni fa avvenne il grande crack dell’economia occidentale, che va sotto il nome di Lehman Brothers. Ora quelli che l’hanno creato si compiacciono per come ritengono di averlo risolto e si sono autoconvinti che senza di loro ciò non sarebbe stato possibile (sic!). Un curioso caso della storia ove loschi colpevoli si ergono a saggi giudici e si assolvono dei propri peccati, peggio si autocandidano a ripeterli. Mai successo che gli sconfitti continuino a essere al potere e non accettino di andarsene a casa. Anzi, con infinita arroganza, vogliono raddoppiare. E pretendono di essere considerati scienziati di una scienza che non esiste. Francamente, non li capisco. Si definiscano deal maker e non parliamone più

Questa conclusione sul decennio trascorso è solo mia, non supportata da analisi macroeconomiche che non saprei fare, ma da pure “sensazioni” spicciole di chi di economia sa quanto deve saperne un ex Ceo di multinazionale quotata a Wall Street. Ciò premesso mi rivolgo al mio amico XY (è talmente riservato che non accetta neppure che usi le sue iniziali). Lui sì, invece, ha tutti i quattro quarti di nobiltà del caso: è svizzero, è laureato in economia in una prestigiosa università, è professore, è un ex ceo di una banca svizzera, è da oltre un decennio gestore di patrimoni internazionali (accetta solo clienti che seguano la sua filosofia: investimenti con tassi di rischio bassi, con qualche sconfinamento nel medio-basso; si ai titoli Usa (esclusa Silicon Valley), Svizzera, Giappone, no ai titoli europei in genere, Francia e Germania in particolare).

E’ convinto che la chiave di tutto risieda nel mercato del lavoro e che la “Grande Crisi” (le virgolette e le maiuscole sono sue) non sia per nulla superata e che quella che chiamiamo crescita sia tuttora frutto di misure monetarie e fiscali straordinarie. “Metadone anziché coca, ma sempre droga è” sintetizza. E’ un ammiratore di Mario Draghi, non della Bce.

Per lui la crescita Usa non è stata eccezionale, 2,2% l’anno scorso, forse oltre il 3% quest’anno, dovuta all’accelerazione del deficit pubblico e alla riforma fiscale, azioni congiunturali che avranno vita medio-breve, visto che Federal Reserve intende normalizzare la politica monetaria. Anche l’indice di disoccupazione (il pallino di XY) non è stato tale da riportare la popolazione attiva americana, pur tenendo doverosamente conto dei cambiamenti demografici, ai livelli di alcuni decenni fa ma quel che è peggio non c’è stato un aumento dei salari (infatti sono ancora inferiori all’aumento dei prezzi).

Stessa situazione in Europa, il metadone della Bce (quasi 2.500 miliardi di titoli acquistati) e il permanere dei tassi negativi ha prodotto nel 2017 un effetto positivo che però, come al solito, non ha innescato una ripresa solida, infatti quest’anno via via che l’euforia della droga si affievolisce, la crescita regredisce. E si indebolirà ulteriormente con la fine del Quantitative Easing.

Che cosa hanno fatto in questi anni gli economisti di regime dell’Occidente? Hanno definito e applicato protocolli secondo i quali i paesi, quindi i cittadini entrano (disperati) in eleganti cliniche di disintossicazione, ne escono (illusi) convinti di essere guariti, festeggiano l’evento (vedi Grecia) poi mestamente tornano mogi mogi nella clinica, sempre disperati ma non più illusi. E la vita continua.

XY mi dà la stoccata finale: “Leggo che i tuoi amici delle élite italiane vogliono fare il governo dei “competenti”. Informali che in economia esistono i colti (tutti noi professori) ma non i competenti (nell’accezione che gli date voi in Italia) perché l’economia non è una scienza. Noi economisti non siamo fisici, chimici, matematici, astronomi, siamo semplicemente dei maghi della pioggia, e io, con i quattrini degli altri, campo, e bene, grazie alle commissioni, come quando facevo il banchiere o il professore universitario. Le nostre commissioni e i nostri stipendi sono l’unico aspetto scientifico di noi economisti, visto che il nostro rischio professionale è zero”.

XY nel suo lucido cinismo è ormai irricuperabile. Ma che posso fare? Subisco il suo fascino, lui è svizzero, è un economista, è un professore, è un banchiere, è pure ricco, logica, storia, risultati gli danno ragione. Avrà ragione?

www.riccardoruggeri.eu

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