PRIMA VIENE L’EVIDENZA CLINICA POI L’EVIDENZA SCIENTIFICA

Sono passati quasi cinque mesi dai primi vagiti del virus. Nel frattempo, come intellettuale (di serie B) non ho nascosto la mia disistima (politica, of course) verso il Premier, il suo Governo, la linea culturale del partito di maggioranza che da due anni governa, in modo osceno, prima con la Destra ora con la Sinistra. Proprio per questo mi sono attenuto, in modo maniacale, alle disposizioni da esso impartite, anzi continuerò a interpretarle in modo ancor più restrittivo, e lo farò fino a quando sarà in vigore il “Decreto Emergenza”, Gazzetta Ufficiale 31 gennaio 2020. Sono un cittadino critico, ma esemplare.

Sono stati cinque mesi di totale confusione di queste élite al potere che, sotto vari travestimenti, da trent’anni ci impongono la loro arroganza ignorante, prima in economia ora in medicina. Sono arrivati al punto che se non la pensi come loro (detentori della verità come fossero unti dal Signore) ti bollano come “negazionista” (un termine inaccettabile di cui nessuno ha l’esclusiva, salvo gli ebrei).

Mi sono autocensurato evitando di chiamarlo “Virus di Wuhan”, utilizzando il più semplice virus, seguendo il mitico Tenente Colombo che chiamava Cane il suo cane. Anche sul nome la confusione è regnata sovrana.

Secondo il Vangelo di Google il termine corona virus (non unito e senza trattino) è in testa alle preferenze con 8,33 miliardi, seguito da 4,86 miliardi di COVID-19, mentre il senza trattino (COVID 19) lo tallona a 4,75. Così il coronavirus tutto attaccato sfiora i 3 miliardi (2,99). Il  tecnologico SARS-CoV-2 è staccatissimo a 0,415.

Solo da poco i più intelligenti di noi hanno capito che il virus ha un nome SARS-CoV-2, la sigla sta per coronavirus tipo SARS, per indicare che causa una “sindrome respiratoria acuta grave”, ed è di genere maschile. Invece il nome della malattia è COVID-19 e si declina così CO(rona)VI(rus)D(isease)-19. Tradotto: malattia (disease) del coronavirus palesatasi nel 2019, ed è di genere femminile. Chiaro?

Grazie al Virus ho anche capito come (non) funziona l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e come il suo livello di confusione sia da accoppiarsi con le dichiarazioni del suo Direttore Generale. In questi mesi, sono state sempre in contrasto, prima con le precedenti, poi con le successive. E così la confusione degli scienziati nostrani che hanno impazzato su TV, talk show, radio (non gratis come pensavo, ma a 2.000 € a botta, mi auguro sia una fake news). Uno spettacolo imbarazzante.

Per fortuna la Rete tutto digerisce, ma tutto trattiene. Per chi, come me, considera “pietre” le parole, archiviare a futura memoria le dichiarazione di questi scienziati e politici (memorabile “abbiamo tutto sotto controllo”) è stato doveroso, in pratica un’assicurazione sulla mia vita di giornalista libero.

Purtroppo ormai è tardi, ma finalmente e faticosamente, si fa strada la verità sul ruolo della Cina di Xi Jingping. Tutte ovvietà, sia chiaro, per chi come me lo considera un paese canaglia (nazicomunista), ove il CEO capitalism si è palesato in purezza. Eppure continuano a negare. Spero che le famiglie dei morti si uniscano in una gigantesca Class Action “Paesi civili versus Cina.” Dopo ci si rivolga pure ai gestori inadeguati delle RSA.

In conclusione, credo di aver finalmente capito come leggere, da cittadino, la vicenda del Virus: “Quando si è ignoranti di un fenomeno sanitario prima viene l’evidenza clinica, dopo l’evidenza scientifica”. In questo senso, almeno per me, la Fase Uno si chiude qua. I virologi hanno passato la palla agli economisti e ai politici. Io mi tengo stetti i clinici, quelli che parlano di execution e che negli ospedali e nei centri di terapia intensiva hanno lavorato come angeli silenti.

Ora è ripartita la giostra, e sorridendo racconterò le sue giravolte. Nuovi maggiordomi si offrono per ruoli da Commissari, Task Force, Superconsulenti. Il piatto è ricchissimo, qua ci sono quattrini veri, come mai era successo, corvi e iene si stanno posizionando ai limiti della savana. Ci saranno tante storie da raccontare. E le persone perbene? Il loro destino è segnato: divano di cittadinanza.

zafferano.news

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