BABBO NATALE PORTACI IN DONO TRE SCHIERAMENTI POLITICI E UN PICCOLO GHETTO PER NOI APÒTI

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Partendo dal mondo del Ceo capitalism (per fortuna non più montante, purtroppo non ancora declinante) nel quale mi è toccato vivere nell’ultimo quarto di secolo, sono qua a fare un piccolo bilancio e quindi una richiesta a Babbo Natale.

Nel 2019, per dare serenità a noi cittadini, regali all’Italia tre schieramenti politici, uno al centro, due ai lati, lasciando un piccolo ghetto a chi è apòta.

In politica, come nel business, e come nel management, non amo le sfumature. Quelle teniamole per il disegno, per la musica, per il sesso. Ma si lasci spazio al divertissement e al sorriso (entrambi sono segni di libertà), com’è il caso di questa letterina a Babbo Natale. Ripeto, è un divertissement, non prendetela troppo sul serio, e nessuno si offenda.

Caro Babbo Natale:

  1. Vorrei che si costituisse, come in Francia, il “Partito dei ricchi”, ove confluiscano anche tutti i colti e i competenti, quelli che impazzano ogni giorno sui giornali, in radio, in tv, convinti di avere sempre ragione. Mi pare stiano bene insieme, e allora si amino alla luce del sole e siano felici.
    Però si sbrighino a scegliere il loro leader. Quale profilo? Suggerisco di ispirarsi, come ovvio, al “Canto di Natale” di Charles Dickens. Amici trovate un Ebenezer Scrooge. Lo ricordate? Certo, qualche difettuccio lo aveva: era dominato da cupe ossessioni, senza un briciolo di umanità, incapace di generosità, empatia zero. Ma si era nell’Ottocento, si provi a renderlo più algoritmico.
    I candidati per guidare il “Partito dei Ricchi” sono i soliti: Silvio Berlusconi, Emma Bonino, Mario Monti, Matteo Renzi. Sono quelli che dal magico anno 2011, governando in modo diretto o indiretto, hanno aumentato la ricchezza a pochi e di contro reso esplosivo sia il numero dei poveri assoluti, sia il debito (guarda caso, gli unici due indici che interessano a chi è apòta). I quattro per difendersi dalle accuse sono sempre sui media, fanno grande sfoggio di fake truth. Ciò malgrado risultano molto divisivi: per alcuni sono dei miti, per altri il peggio del peggio che ha passato, e passa, il convento della politica.
  2. Vorrei che si costituisse una Sinistra vera e seria che raccogliesse tutti quelli che in lei si identificano, e sono tanti, per noi apòti tutti stimabili. Per intenderci da Nicola Zingaretti a Paolo Gentiloni, a Pierluigi Bersani, a Roberto Fico, e così giù, giù, per li rami. Dovrebbero chiedere umilmente scusa per le energie spese in passato a inseguire teorie velleitarie che hanno fatto danni importanti a noi cittadini. Farlo sarebbe cosa buona e giusta.
  3. Vorrei che, come pendant, si costituisse una Destra vera e seria fatta di tante persone, per noi apòti tutte stimabili, da Matteo Salvini, a Luigi Di Maio, a Giorgia Meloni, e così giù, giù per li rami. Anche qua, un bel risciacquo in Arno del linguaggio si impone. E chiedere scusa per le promesse fatte, ridicole prima ancora che false. Per esempio, sul rimpatrio di 600 mila clandestini (velleitarismo allo stato puro o disonestà intellettuale?) e sul ridicolo reddito di cittadinanza, Una spietata autocritica culturale si imporrebbe.
  4. Vorrei che a noi apòti fosse riservato un piccolo ghetto, nell’accezione veneziana antica di ghétto, quello che c’era in Cannaregio, con le fonderie per costruire le bombarde (chiamavano ghétta il diossido di piombo usato per affinare il metallo). Qua vorrei che noi apòti fossimo liberi di farci, in santa pace, le nostre seghe mentali anti Ceo capitalism.
  5. Vorrei che il sistema elettorale fosse quello proporzionale di quando fu fondata la Repubblica (1946), innervato dall’uso di continui referendum popolari, come in Svizzera. Nelle Grandi Crisi (questa, dicono alcuni competenti, durerà tutto il secolo) la rappresentatività è l’aspetto politicamente più utile per mantenere bassa la tensione sociale, specie quando c’è pure la povertà.
  6. Vorrei infine che, almeno a Natale (ma anche a Capodanno e all’Epifania, e poi a Pasqua), ci scambiassimo tutti un segno di pace. Male non fa.

riccardoruggeri.eu

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