LAVORO UMANO & IA: MATRIMONIO D’AMORE O CONVIVENZA OBBLIGATA?

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Vi anticipo che IA è stata molto imbarazzata nell’analizzare questo titolo. Che vale anche per il prossimo Cameo che vorrei dedicare a Mercato & IA. Chissà se il mitico Mercato, diventato nel XX secolo divinità, tornerà umano nel XXI secolo?

Randstad è una multinazionale olandese, leader globale nei servizi di consulenza sulle HR. Ha pubblicato un Report sondando, in 35 Paesi, 27.000 lavoratori e oltre un migliaio di CEO e/o Proprietari, allo scopo di analizzare la prossima irruzione di IA nel mondo del lavoro umano. Gli enormi investimenti americani e cinesi nei data center (e dopo il fallimento di Neom, anche del Principe MBS) hanno proprio lo scopo di creare adeguate infrastrutture fisiche per raggiungere questo fine. Cina e America sognano di farsi gli affari loro in serenità, e in assenza di guerre regionali fra follower non ancora domi.

Dove sarà mai la ciccia nel Report Randstad 2026 ?

 

Un lavoratore su due è convinto (e preoccupato) che IA favorisca il datore di lavoro rispetto al lavoratore. Di più, proprio nel paese ove il lavoro è maggiormente riconosciuto e apprezzato, la Svizzera, la pensano così addirittura due lavoratori su tre. Randstand ha trasformato il suo Report in uno strumento di marketing attraverso presentazioni pubbliche, persino in luoghi ove siedono i decisori politici – in Italia addirittura alla Camera dei Deputati – mentre in Svizzera in un’ampia e dettagliata intervista, molto enfatizzata dai media, del loro responsabile locale Jan Jacob. Questi introduce il concetto di una KI-Realitätslücke cioè un divario di percezione: i lavoratori tendono a sottovalutare la portata del cambiamento mentre i CEO e/o Proprietari ne colgono le potenzialità strategiche. Jacob si preoccupa di evitare una transizione senza consenso (sic!). Ma, conclude il buon Jacob, l’ottimismo verso IA cresce con il crescere dei livelli gerarchici. (Permettetemi, pro domo mea, ricordare che l’aspetto rivoluzionario del modello organizzativo IDEA è la sua applicazione prima di procedere all’introduzione di IA, depotenziandola così delle sue più sgradevoli radicalità).

Uno dei loro suggerimenti strategici per una corretta implementazione di IA è quella di una formazione continua, introducendo nuovi metodi di apprendimento basati sul  “learn by going”  che superi il modello della lezione frontale e della memorizzazione a magazzino.

 

Leggendolo tra le righe, dal Report emergono però dei segnali inattesi sul rapporto diretto lavoratori-IA. Una grossa fetta dei lavoratori intervistati preferisce rivolgersi, per consigli professionali, a IA piuttosto che al suo superiore gerarchico. Mi pare ovvio, con l’attuale modello organizzativo che il lavoratore si trovi a disagio, invece IA non giudica, non incalza, non attiva dinamiche di controllo, quindi di valutazione. Questo non significa che non abbiano fiducia nei propri capi, semplicemente quando si esce dalle attività operative per entrare in quelle più personali preferiscono un potere terzo, meglio non umano.

A mio parere, la partita si giocherà non fra chi accelera l’implementazione di IA (i vertici aziendali e i “padroni” di IA) e chi apparentemente li frenerà (i lavoratori). Quando questi ultimi capiranno che IA è per loro una straordinaria opportunità per uscire dall’attuale schiavitù patrizio-sindacale rappresentata dal presente modello organizzativo, vecchio di secoli e concepito per mantenere al potere i patrizi sia di destra sia di sinistra.

Solo il modello IDEA, implementato però prima dell’applicazione di IA, sarà la risposta per il XXI secolo. Secolo di cui abbiamo una sola certezza, al potere ci saranno due generazioni, i Millennial e gli Z. Compito nostro sarà lasciar loro un mondo appena decente. Per ora il nostro egoismo continua a farla da padrone.

Che propone l’ineffabile Elon Musk? Un ALTO REDDITO UNIVERSALE per i disoccupati causa IA (il maiuscolo è di Musk). A mio parere, è la solita semplificazione dei soliti patrizi di complemento che prevede il classico millenario OBOLO PER LA PLEBE (il maiuscolo è mio).

Che vorrebbero invece gli ineffabili Patrizi doc al potere da 2500 anni? Leggetevi l’ineffabile Empire of AI  di Karen Hao. Creare il loro solito gendarme digitale – che pomposamente chiamano ecosistema di certificazione terzo, affine al biologico (sic!) – che uccida IA qualora si dovesse permettere di modificare il modello organizzativo in essere. E far così saltare i loro banchetti ove spacciano le loro pozioni miracolose.

IDEA +IA + Contratto sociale equo sarà la risposta non politica ma culturale che molti di noi, se lo vorranno, avranno a disposizione.

Zafferano.news

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