L’AUTOCRITICA DI MOSCOVICI

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Facendo questa attività ci sono momenti in cui fermarsi, riflettere, poi, se del caso, ripartire. Alcuni giorni fa ho scritto un Cameo (“Stiamo diventando dei poveracci governati da poveretti: il resto è cipria”). Era uno delle tante varianti giornalistiche dell’unica idea politica di cui sono portatore: la lotta solitaria e donchisciottesca, da una dozzina d’anni, contro il modello dominante in Occidente che chiamo Ceo capitalism. Sul mio profilo Twitter da sempre c’è scritto “Vivo in interstizi, sogno lettori che vogliano informarsi, non certo seguire le mie idee, peggio rafforzare i loro pregiudizi”. Amo Twitter perché imparo, ma non sono interessato a polemizzare con alcuno, perché non pretendo certo di possedere, come altri, la verità e fare proseliti: il mio mondo inizia e finisce con la mia famiglia, i miei amici, i lettori: i “competenti” della politica e dell’economia non sono previsti nel mio mondo. Malgrado le regole del gioco fossero chiare, ho ricevuto molte mail private di forte contestazione (gli insulti pubblici in rete non li leggo per scelta), da parte di amici dell’establishment che non hanno gradito le considerazioni sulla povertà o banali battute sul loro nuovo mito, EmmanuelMacron. Curioso.

Ho chiesto lumi al mio amico economista e banchiere svizzero, ben conosciuto ai lettori come XY, e di cui mi fido, sul perché siano così alte le tensioni fra Paesi, Istituzioni mondiali, Governi, tensioni che poi, giù per li rami, si riverberano sui cittadini, e che i media registrano, fino ad arrivare a tanti signor nessuno come me. La sua risposta, come al solito, è stata secca e definitiva: “Non ti stupire, si rendono conto che la loro cosiddetta crescita era artificiale e artefatta, e non sanno che fare. E sono terrorizzati dalle pronunce popolari, specie la prossima di maggio 2019, rigorosamente proporzionale. Dovreste adottare i referendum popolari come qua, e individui di tal fatta scomparirebbero in un baleno”.

Secondo XY la grande festa del denaro facile a costo zero, voluta dalle classi dominanti, e “sposata dai loro kapò travestiti da banchieri centrali”, sta finendo. Grazie al “buzzurro” Donald Trump (l’amico mi invita a rileggere cosa scriveva di lui due anni fa il Nobel e guru dem. PaulKrugman) l’aumento del costo del denaro praticato da Federal Reserve (più 200 punti base nei tassi di interesse) è stato ampiamente compensato dalla riforma fiscale che ha innescato una forte crescita. Le divergenze fra America e Europa stanno creando una crisi in alcuni paesi come Pakistan e Argentina, e problemi che si fanno via via più gravi per India, Indonesia, Turchia. La teoria di costoro del denaro a basso costo non ha prodotto un aumento diffuso dei redditi, non un incremento dei consumi e neppure un forte aumento degli investimenti. E’ stata invece un’ottima droga per l’aumento del valore di Borsa (ridicole le mostruose capitalizzazioni di Silicon Valley) ma ora temono di schiantarsi nel tentativo di atterraggio. Infatti, dalla Svizzera si percepisce il rischio che l’area euro possa avere nuove fibrillazioni. Secondo XY (ripeto, economista non mondialista) la lunga fase di crescita, rigorosamente artificiale, ha creato distorsioni e anziché ridistribuire redditi attraverso la crescita ha continuato a produrre diseguali e poveri (totali e relativi).

Non credevo ai miei occhi leggendo l’autocritica di PierreMoscovici, che ha abbandonato le ridicole medie a livello mondo sulla riduzione della povertà (fake truth in purezza) e ha detto (testuale) “Lo scarto fra ricchi e poveri si allarga e raggiunge per l’Italia il triste record di primo paese europeo per numero di poveri con 10 milioni di persone che non riescono a far fronte a spese impreviste, a pagare l’affitto o addirittura a curarsi”. Ci rendiamo conto della confessione fatta? Abbiamo sempre rispettato i loro “numeretti”, scambiato migranti con flessibilità, messo come premier i podestà stranieri a loro graditi, e ora riconoscono che abbiamo dieci milioni di poveri. Possiamo finalmente dire che il loro modello nell’execution ha fallito in pieno?

I sette anni (2011-2018) gestiti da loro, e spacciati come i sette anni dell’abbondanza, a consuntivo si sono rivelati i sette anni della biblica carestia. Ripeto, siamo diventati dei poveracci governati da poveretti. E io sono tornato il sereno apòta di prima.

www.riccardoruggeri.eu

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