IDEA + IA + UN EQUILIBRATO CONTRATTO SOCIALE

Di 0 No tags Permalink 0

Per la prima volta, IA ha approvato, senza se e ma, il titolo. Non solo, mi ha sommerso di complimenti. Sono inutili, so perfettamente che IA parla in funzione di ciò che mangia, e conosco bene chi la alimenta. Ma questo passa il Convento, accontentiamoci.

Sono felice invece, alla fine di una vita dedicata al lavoro e alla riflessione, di aver coniato questa frase, all’apparenza banale ma per me sofferta, sulla rivoluzione digitale in corso. L’ho scritta per Sofia, una studentessa fiorentina che ha deciso di fare una tesi di laurea su alcuni miei scritti, e la dedico ai giovani della Gen Z, quelli chiamati a governare il XXI secolo:

“Negli anni Ottanta del Novecento, come CEO di un’industria di vernici, partecipai alla prima fase di una rivoluzione allora para-digitale che prevedeva di sostituire con dei robot una larga fetta della classe operaia – oltretutto mal pagata – come raccontavano, entusiasti, gli accademici di regime e i giornali servi di allora. A un amico giornalista, roboticamente eccitato, scrissi: “Tranquillo, un giorno non lontano toccherà a voi giornalisti e intellettuali”. (Non immaginavo che un giorno sarei diventato un giornalista-editore!)

Cinquant’anni dopo, curiosamente ancora vivo, ho il privilegio di assistere alla seconda fase di quella rivoluzione. Oggi, molti compiti che richiedevano e richiedono miliardi di ore di lavoro cosiddetto intellettuale, finora effettuati dalla classe patrizia –  molto ben pagati, pur essendo in gran parte a scarso valore aggiunto – possono essere svolti, meglio e più rapidamente, grazie a IA.

Questa volta, quelle stesse testate giornalistiche, poiché ora riguardano anche loro, i loro figli e nipoti, soprattutto una parte dei loro padroni, tacciono o remano contro, filosofeggiando di chissà quali pericoli per l’umanità.”

 

Invece di angosciarci per un futuro dominato da una presunta (e permettetemi, ridicola) Entità suprema che sostituisce artatamente la mente umana (sic!) quando basta un minimo di approfondimento su IA per capire che è una colossale idiozia confondere la sua strabiliante capacità di riprodurre linguaggi, immagini, suoni, con l’essere in grado di fare un ragionamento compiuto, operativo e al tempo stesso strategico, come il nostro.

IA è, e sempre più diventerà un alleato dal quale non potremo più prescindere, come è stato per l’elettricità e l’auto nel XX secolo e lo smartphone evoluto già oggi. Ma nulla più. Nelle decisioni siamo e saremo sempre soli davanti alla nostra coscienza, sempre liberi di scegliere fra il bene e il male, fra essere liberi, schiavi, liberti.

Il nostro problema strategico è altro, quello sollevato da IDEA.

Il modello organizzativo attuale (vecchio di secoli, seppur rifrescato nel Novecento da McKinsey) si è decomposto per vecchiezza. I tabernacoli secondari ne sono stati la cartina di tornasole. Tutti gli eventi ignobili venuti alla ribalta in questo ultimi cinque anni – le diverse gestioni del virus di Wuhan, delle guerre in Ucraina-Gaza-Iran, della transizione climatica, della distruzione dell’industria dell’auto europea, in piccolo persino il caso Crans Montana – lo confermano.

La scoperta di tabernacoli secondari zeppi di ostie scadute o decomposte, ci indicano che il mondo di oggi sta diventando come la Roma del Terzo Secolo, decompostasi per vecchiezza di pensiero e di comportamenti organizzativi. Ci siamo decomposti nelle fondamenta, quindi il nostro mondo è da ricostruire. Facciamolo insieme ai giovani della Gen Z, visto che oltretutto loro ci dovranno vivere. I nuovi robotalgoritmi saranno i nostri zappa-badile del tempo in cui nacqui, per una ricostruzione-rifondazione sana del mondo, questa volta però, ragazzi, mi raccomando, senza tabernacoli secondari.  E senza guerre.

 

Ragazzi, il modello organizzativo da implementare IDEA + IA + un equilibrato contratto sociale lo abbiamo! Lavoriamoci, insieme.

Però con questa modalità: prima ristrutturare completamente il modello organizzativo in essere, poi introdurre IA, il tutto sotto l’ombrello di un equilibrato contratto sociale.

Zafferano.news

Comments are closed.