SALVINI DECIDA COSA FARE DA GRANDE

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A scanso di equivoci, sulla vicenda “Diciotti”, da inguaribile apòta quale sono, da analista che ha come stella polare la legalità (il problema dei migranti si risolverà solo nell’alveo della legalità) e l’assoluto rispetto della Costituzione e della magistratura, mi auguro che Matteo Salvini si faccia processare, uscendo dal mondo delle élite di vertice nel quale è entrato con le votazioni del 4 marzo, rientrando così nella categoria dei cittadini comuni. Lo prevede la legge costituzionale n.1 del 16 gennaio 1989. Rifiuti il soccorso peloso dei suoi colleghi e, in attesa che inizi il processo in Corte d’Appello, torni, sereno, al suo lavoro di ministro dell’Interno.

Scegliendo di essere processato farebbe felici tutte le opposizioni e i giornali del vecchio regime, in questi mesi ce l’hanno messa tutta per distruggerla. Con l’occasione, faccia anche felici tutti i “competenti”, perché, e lo dico con grande simpatia personale verso di loro, dopo otto mesi di “scherzetti” un “dolcetto” se lo meritano. Quella legge, formalmente ineccepibile, era in realtà una furbata, perché si sapeva in anticipo come sarebbe andata: i magistrati facevano in scioltezza il loro mestiere, i politici altrettanto, e vivevano tutti felici e contenti nel classico 0-0 di fine campionato, secondo l’eterno principio “cane non mangia cane”. Diceva, nel 1936, Annibale Frossi (campione olimpico) che “0-0 nel calcio è il risultato perfetto”. Dovrebbe essere così anche nello scontro “Parlamento vs. Magistratura”. Da apòta questo giochino non l’ho mai accettato perché favorisce la solidarietà di casta, non certo la verità.

Per quel che vale (nulla) faccio un caldo invito a Matteo Salvini di impegnarsi in Senato affinché il risultato di questo primo round finisca 0-1 a favore della Magistratura, quindi della Sinistra e dei cinquestelle chavisti. Metta in conto di essere condannato, si auguri che i giudici, nella forcella 3-15 anni della pena previsti, siano clementi e si collochino più verso i 3 che verso i 15.

Lo farà? Non conoscendolo non lo so, anche se, secondo me, in termini di strategia politica di lungo termine, sarebbe nel suo interesse farlo.

E’ evidente che se, nell’attesa della sentenza, continuasse a fare il Ministro dell’Interno con lo stesso piglio, con la stessa trasparenza comunicazionale mantenuta finora, avrebbe l’opportunità di tastare il polso degli italiani, le elezioni europee di maggio incombono. Salvini è giudicato da tutti i “competenti” un bieco populista? Ne prenda atto, indossi una felpa con scritto “bieco populista”, scelga l’unica opzione gradita dai garantisti (se si tratta dell’avversario politico, of course): offra il petto alla magistratura e si lasci giudicare senza muovere un dito, possibilmente in silenzio.

I cittadini, populisti e no, a maggio avranno l’opportunità di far conoscere il loro giudizio sui politici che anelano a governarci. Lo prevede la democrazia e il suffragio universale.

riccardoruggeri.eu

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