IL NOSTRO DESTINO POST VIRUS E’ SEGNATO: CAMPARE, NON VIVERE

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Il mio lockdown “volontario” durerà fino a quando gli scienziati non dichiareranno che l’immunità di gregge sarà stata raggiunta. La mia è stata una scelta etica, di rispetto verso i miei nipoti, verso i miei figli e nuore, implicitamente verso tutti quelli più giovani di me. Ho superato il limite indicato dal Salmo 90, il di più sono anni regalatimi da Dio. Ma sono debitore anche verso i miei concittadini. Mi pare giusto vivere questo surplus di vita in punta di piedi.

Il contesto è pessimo, il pettine è arrivato ai famosi nodi di cui scrivo da tempo: abbiamo bassa natalità (siamo cioè senza futuro), manca il lavoro (idem), siamo pieni di debiti, eppure ci agitiamo per farne di nuovi, l’ascensore sociale è scomparso, stiamo impoverendo a vista d’occhio, e al contempo perdiamo pezzi di libertà: rider da giovani, burocrate statale da adulti, con divano di cittadinanza incorporato.

L’attuale gestione del Virus dovrebbe aprirci gli occhi: ci fanno campare ma non vivere, sempre meno liberi, ma sempre più liberti.

Non ho scritto mai nulla sul virus (bene ho fatto, ho scoperto ora che circa la metà delle notizie apparse sui media erano false, in gran parte quelle dei governi e dell’OMS) indicando come mia linea editoriale la sola analisi dei consuntivi: “morti per 100.000 abitanti”, “caduta del PIL”, “indebitamento”. Grazie al Conte Bis siamo nel gruppo dei peggiori, ma non si può dire, sarebbe lesa maestà. Che fatica vivere con gli estremisti della “sacralizzazione della globalizzazione”, resa speculare alla “sacralizzazione della vita”.

Piaccia o non piaccia, la vaccinazione è l’unica opzione “umana” sul tavolo, confermata dalla scienza, e ormai gradita, ob torto collo, alla maggioranza delle persone. Queste vogliono vivere, nel modo più naturale possibile. Non si vive a rischio zero, e allora prendiamoci pure quello della vaccinazione. E chi non vuole, non si vaccini: scelte private!

Vaccinazione significa logistica. Solo una corretta interpretazione della “logistica” può risolvere in tempi stretti il problema: vaccinare H 24 tutti quelli che lo vogliono, assumendo che siano in numero superiore al minimo richiesto. E lo saranno di sicuro perché:

1 Molti sono stufi di questo modello “apri-chiudi”, costosissimo in termini di PIL e inefficiente nella risoluzione del problema sanitario: i vecchi continuano a morire come mosche;

2 Se hai deciso di vaccinarti, meglio farlo subito, e non se ne parli più (saggezza popolare).

E’ ciò che sta facendo UK, con l’obiettivo di dimezzare i tempi rispetto agli altri europei. Le seghe mentali lasciamole ai burocrati della baronessa Ursula, ai  26 Podestà locali, agli ideologi.

Però sullo sfondo si staglia un gigantesco problema che confligge con alcuni bisogni e diritti che devono essere garantiti a tutti, vaccinati e non: il diritto al cibo, alle cure, al voto. Giusto!

Ma come opporsi al diritto degli Stati di richiedere il certificato vaccinale per chi vuole entrare sul suo territorio? O a quella dei “Privati” che lo chiederanno per chi vuole salire sui “loro” aerei, o assistere a uno spettacolo, fino all’oste dell’ultima trattoria di campagna?

Il primo ministro greco per rilanciare il turismo (di questo vive la Grecia) lo ha chiesto. E’ facile prevedere che in un mondo dove il “consumatore” è al centro della scena, una corsa alla vaccinazione ci sarà, facilitata dall’arrivo dei vaccini covenzionali. Presto lasceremo le sofisticate fiale Pfizer alle élite, per la plebe arriveranno quelli semplici, russi e cinesi compresi.

Ed è certo che ogni anno ci sarà un nuovo vaccino anti COVID 22, 23….. Il Vaccino anti influenzale sarà considerato una commodity, e così trattato. Le punture si faranno ovunque e da chiunque, come l’insulina per i diabetici. Se la distribuzione planetaria la prenderà Amazon, in joint venture con il suo degno compare Alibaba, il gioco è fatto. Anche il passaporto vaccinale diventerà una commodity, una App Amazon da presentare quando entri in un supermercato Amazon Go?

Come dice Maria (capitolo XXXIII – Maria e l’Ingegnere) “noi crediamo di essere ancora nel 2020, in realtà siamo già nel 2025…”. “Il vaccino per tutti” entrerà nel menù del politicamente corretto che ci stanno servendo da anni con il CEO capitalism dominante: puoi campare, non vivere. Non sei più libero, puoi essere un liberto. Prosit!

Zafferano.news

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