Riccardo Ruggeri Giovanni Semeraro
Tornati dalle ferie, abbronzati e pimpanti, dopo aver sviscerato in spiaggia il caso Lavitola–Ranucci, preso posizione sul dilemma Vannacci, abbandonato per stanchezza il caso Garlasco, noi patrizi, doc o di complemento, siamo pronti al grande scontro su quello che ai colti è apparso subito un classico esempio del Dilemma del Prigioniero
Ecco il dilemma: “Rallentare o meno lo sviluppo di IA”?
In altre parole, perché non fare entrare la safety car del Presidente per cristallizzare le posizioni delle aziende americane del IA di frontiera, visto che Anthropic e OpenAI sono in testa ma pare abbiano problemi – che abbiano toppato sul modello di business e la buttano sul catastrofismo cosmico ?
Ci scrivo un tweet “Due celebrità stanno per fare la IPO della vita (una botta di mille miliardi $ a cranio) e all’ultimo momento chiedono a se stessi , al Presidente, e a noi, di rallentare lo sviluppo del prodotto. Perché non lo fanno di loro iniziativa? Perché non informano la Borsa di Wall Street? Mi pare un comportamento fanciullesco.”
Se ricordo bene Galileo andò avanti, pur sapendo che l’avrebbero condannato, forse giustiziato. Vogliono questo?
Uno sconosciuto programmatore, Jacob Coxon appena assunto da Anthropic, si dimette con un tweet, sostenendo che la IA porterà l’umanità all’estinzione (sic!). Curioso che il Wall Street Journal avesse lanciato la notizia del tweet di Coxon 18 minuti prima del tweet stesso (sic!). Subito scoprono che lo stesso Coxon nel 2022 ha ricevuto una borsa di ricerca da una ONG che si batte a favore della regolamentazione di IA (saranno fake news o fake truth?). Inoltre, emergono molti incroci imbarazzanti sugli Affairs della famiglia Amodei. Verità? Falsità?
Proviamo a ragionare non per analisi ma per scenari come insegna IDEA.
Il parallelo che viene immediatamente in evidenza è appunto il modello organizzativo della Formula 1. Anni fa fu cambiato adottando le modalità safety car. Il pilota in testa viene appunto rallentato d’imperio, la corsa cristallizzata, con tutto ciò che ne consegue. Con modalità minacciose, in fondo pare questa la richiesta al Presidente del duo Amodei-Altman.
Ma c’è una chiave di lettura più prosaica (e più istruttiva).
La tecnologia — e tutto quello che le ruota intorno — è pur sempre una curva di costi. Nel 2026, i modelli open-weight IA sono diventati la scelta predominante per il 62% delle grandi imprese, superando per la prima volta i modelli proprietari. I modelli cinesi open-weight sono passati dall’1,2% dell’utilizzo globale a fine 2024 a quasi il 30% a fine 2025. Alcune startup hanno spostato il 100% del traffico da Claude a DeepSeek, facendo registrare un crollo netto della spesa. Le imprese che usano open-weight riportano una riduzione del 35% del costo totale rispetto a soluzioni interamente proprietarie.
Chi rischia di più in questo scenario?
Anthropic è la più vulnerabile: non dispone di un ecosistema hardware, cloud o enterprise che ammortizzi la perdita di fatturato derivante dalle API.
OpenAI ha una posizione più solida sul mercato consumer, ma la pressione sui margini è reale per entrambi.
Google, Microsoft, Nvidia hanno paracaduti, Anthropic e OpenAI no: Hanno scelto un modello di business che dipende interamente dalla percezione che i modelli di frontiera chiusi e supervisionati siano necessariamente migliori di quelli open-weight.
Regolamentare l’open-weight, o alzare le barriere all’ingresso, è nell’interesse diretto di chi ha già investito miliardi nell’infrastruttura proprietaria. Il termine tecnico è regulatory capture, il conflitto di interessi è palese.
E se gli Amodei, gli Altman fossero banali furbacchioni? Così come lo erano gli imprenditori italiani dai nomi altisonanti degli anni Ottanta del Novecento che inventarono la strategia “privatizzare i profitti, nazionalizzare (socializzare – Alejandro, Alejandro, lemà sabactàni) le perdite”. Peccato che questa mossa sciagurata indebolì per sempre lo Stato italiano. Da allora mai più si riprese. Ci hanno distrutto per sempre semplicemente facendo debiti.
Le minacce cosmiche dei due californiani, che hanno osato portare le loro paturnie interessate persino in Vaticano, potrebbero avere un solo scopo: trasferire all’America e ad altri paesi gonzi come EU e Canada tutte le responsabilità di rischio. Lo conferma, a modo suo, il CEO di Palantir Alex Karp, che da anni sostiene che il vero pericolo non è IA in sé, ma chi la controlla — e che la risposta non è rallentare, ma vincere. Perché pare che nel mondo di IA il primo prende tutto!
Il Dilemma del Prigioniero, nella sua versione originale, prevede che i due prigionieri, non potendo comunicare, scelgano la strategia peggiore per entrambi. Qui i due prigionieri comunicano eccome — con il Presidente, con i media, persino con il Vaticano. E la strategia che propongono è di certo ottima, per loro. Per noi, gonzi, forse un po’ meno?
Prosit!




