IDEA + IA + NUOVO CONTRATTO SOCIALE: LE DUE INTERVISTE

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Ci vivo da vent’anni, ne conosco tutti gli anfratti, anni fa intuii, e ne scrissi, della sconvolgente crisi che avrebbe attraversato, eppure il mondo dell’editoria mi stupisce ancora. Ho dato un’intervista a due quotidiani nazionali (Italia Oggi e La Verità) che da anni, sua sponte,  pubblicano i miei Camei il sabato, in contemporanea con Zafferano. In queste interviste non ho fatto altro che ripetere i concetti di IDEA, che connotano una mia linea editoriale e culturale fuori dagli schemi ma rigorosa nella sua assoluta onestà intellettuale apòta. Malgrado ciò molti lettori di Zafferano, nelle loro mail e telefonate, mi hanno messo il broncio.

Per capire la crisi dell’editoria italiana, temo irreversibile (almeno con gli attuali presupposti e personaggi) basta leggere i contenuti (e il non detto) dei comunicati pubblicati, uno accanto all’altro, dalle due Federazioni dei Giornalisti e degli Editori.

 Vostro Onore, mi avvalgo della facoltà costituzionale di difendermi dai miei lettori con il broncio!

Ho dedicato il 2025 a quello che pomposamente ho chiamato Grand Tour, incontri in presenza o in streaming, con un migliaio di persone, oltre sessanta per cento giovani universitari, ai quali ho illustrato i fondamentali di IDEA. Nella seconda parte del 2025 sono nati dei Chiostri di approfondimento che concettualmente e praticamente vanno in direzione opposta alla cultura oggi prevalente, quella delle App.. Nei Chiostri vige un solo impegno tassativo: operare tenendo la politica politicante fuori dalla nostra porta.

Ha molto colpito i miei lettori una risposta a una domanda fattami nell’ipotesi che la Presidente Meloni mi chiedesse “Vorrei conoscere un suo parere su come affrontare in termini tecno-politici lo scoppio della grande bolla di IA che, secondo quanto lei ha scritto, sarà contemporaneamente un uragano, uno tsunami, un terremoto”

Risposta autentica a una domanda ipotetica: “Il potere lo si può gestire in termini ideologici o politici o religiosi e si può essere scelti da un board di ottimati o dagli elettori attraverso elezioni più o meno manipolate, ma l’execution in termini di cambiamento deve avvenire sempre e soltanto scegliendo un certo tipo di modello organizzativo e un leader – molto determinato – coerente con lo stesso …”

Per chi è del mestiere è evidente che c’è una profondissima differenza fra subire l’applicazione di IA difendendo il modello organizzativo attuale (per me indifenfibile, perché vecchio, stanco, costoso) e invece procedere secondo la successione Idea + IA + Nuovo Contratto Sociale (in questo lo Stato sarebbe avvantaggiato, potendo ottimizzare le compensazioni esuberi vs necessità).

Come esempio di successo porto il caso di Zafferano, nato sette anni fa con un modello organizzativo IDEA (in purezza) ove IA finora non è riuscita a trovare spazio.

Ho voluto inoltre sottolineare che nei Chiostri avviene tutto gratuitamente, e quando non ci sono passaggi di denaro Agenzia delle Entrate e Magistratura sono garantite per definizione. Così senza i miei nemici mortali – i tabernacoli secondari –  io lavoro sereno. Prosit!


La Verità
pag. intervista:
La Verita – 1 Aprile 2026 Extract[1,8] Copy

Italia Oggi pag. intervista: ItaliaOggi – 28 Marzo 2026 Extract[10]

Zafferano.news

 

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