Rassegna stampa del Cameo

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1 “Il passato è colpa dell’algoritmo, il presente è merito delle élite, il futuro lo garantirà l’Intelligenza Artificiale”. Il titolo è mio, mia la sintesi (ironica) delle fake news istituzionali che ci propinano per farci pensare che questo sia il migliore dei mondi possibili.

2 “Le leggi approvate dal Parlamento, come il Bio testamento, si rispettano”. Il titolo è mio, perché questo è il mio atteggiamento verso le leggi: rispettarle sempre e comunque, specie quando non le si condivide. Però, se anziché un cittadino fossi il Cardinale di Torino chiederei la disobbedienza civile per il Cottolengo. Un torinese sa cosa hanno fatto, da secoli, vescovi, medici, suore infermiere, del Cottolengo per aiutare a vivere gli ultimi, che più ultimi non si può. Persino i nazi fascisti si sono sempre tenuti alla larga dal Cottolengo, come diceva mio papà, il Cottolengo li faceva vergognare di loro stessi. Senza il Cottolengo, Torino sarebbe una banale, cinica, città industriale. Il Cottolengo è l’opposto del nazismo, dello stalinismo, del maoismo, del giacobinismo, di tutte le schifezze del mondo. Il Cardinale Nosiglia assumerà una posizione ferma sul Cottolengo? Sarà pronto a andare prima in giudizio, poi in galera, con il sorriso sulle labbra? Deciderà lui. La storia del Cottolengo si incrocia con la civiltà, anzi è la civiltà, è l’uomo.

3 “Pechino caccia i lavoratori più poveri”. Per capire come evolverà l’Occidente basta osservare cosa succede in Cina dove il ceo capitalism è già in una fase di implementazione molto avanzata. Per esempio, hanno un problema, come buttare fuori da Pechino una gran parte dei contadini immigrati dalle zone rurali, illusi di poter avere una vita migliore. Dopo essere stati spremuti come galline ovaiole per vent’anni, il PCC ha scoperto che non sono più utili. Peggio, la loro presenza è diventata insopportabile alle classi alte dei quadrilateri. E allora via all’epurazione, alla grande marcia all’incontrario. Che ha fatto il Sindaco, gerarca confuciano-comunista? Si è limitato a tagliare, nelle zone da bonificare degli abitanti, acqua ed energia elettrica, il freddo polare dell’inverno ha fatto il resto. Si sono avviati verso le campagne, il sogno è finito. Ecco cosa dice il gerarca-prufesur Hu Xingdou fingendo di essere contro i suoi padroni: “Stanno costruendo una fortezza come in Nord Corea dove vivono solo i ricchi, però questa separazione non risolverà il problema delle diseguaglianze, bla, bla,”. Parla come i nostri sociologi di regime. Abbia il coraggio di dire che il XIX Congresso del PCC ha scelto di realizzare il ceo capitalism l’unico modello che riduce il 90% dei cittadini in zombie di regime.

4 “Uber, un nucleo segreto di 007 per spiare e copiare i rivali”. Nessuna sorpresa per chi studia il magico mondo del ceo capitalism, l’evoluzione è nei protocolli: dopo “azienda canaglia” è previsto, quando il business dovesse andar male, il passaggio ad una “azienda criminale” (ovviamente politicamente parlando, of course).

5 “Biancaneve compie ottant’anni”. La prima volta che la vidi al cinema, nei primi anni Cinquanta, me ne innamorai, era innocente, pura, semplice. “Snow White and Seven Dwarfs”  fu proiettato esattamente ottanta anni fa al Carthay Circle Theatre di Los Angels, Walt Disney rischiò tutti quattrini della sua famiglia, 1,5 milioni $, una cifra astronomica per quei tempi. Ancora oggi rimane il film di animazione più redditizio di sempre: 935 mln $.

Il mondo dem. di Hollywood (erano già bastardi allora) non glielo perdonò, s’inventarono una micidiale fake news (simpatie naziste) che gli rimase appiccicata, anche da morto.

6 “Dimezzati i casi di dolce morte nel Canton Ticino”. Nel 2013 furono 12, poi 17, quindi 50, nel 2016, 51. Improvvisamente nei primi 11 mesi del 2017 sono precipitati a 22. Come mai? Gratta, gratta, si scopre il perché. Due associazioni di “Exit” sono state perseguite dalla Procura cantonale per istigazione e aiuto al suicidio, analizzando particolari aspetti finanziari dell’attività. Gira, gira, il business non muore mai, neppure dolcemente.

7 “Il muro di Erdogan. Pagato dall’Europa”. Se non fosse per List dell’amico Mario Sechi nessuno saprebbe che il losco Erdogan ha completato 781 km dei 911 previsti, il terzo muro più lungo del mondo, dopo la Grane Muraglia cinese e quello fra Stati Uniti Messico (iniziato e realizzato da Bill Clinton e poi da Barack Obama, mentre le fake news istituzionali ne assegnano, curiosamente, la colpa al buzzurro Trump). Per anni abbiamo dovuto sorbirci le teorie dell’Europa, di Merkel, di Macron, con il supporto determinante dei nostri intellò e purtroppo di Papa Bergoglio, sul dilemma “muro versus ponti”. Eppure tutti costoro, non certo il Papa, mentre pontificavano di ponti, chiudevano le loro frontiere e pagavano le spese per fare un muro insuperabile fra Turchia e Siria, quindi bloccando tutti i flussi da M.O. e dall’Asia. Mi chiedo, se l’Europa paga la costruzione di un muro in Turchia, significa che lo considera eticamente sostenibile, allora perché rifiuta la stessa logica per  un blocco navale in Libia? E le mitiche ONG perché non vanno a piazzarsi ai piedi del muro turco? Misteri gaudiosi o dolorosi?

www.riccardoruggeri.eu
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