BENVENUTI NEL MAGICO MONDO PATRIZIO DELLE NUVOLETTE CONNESSE E DEI CARTONATI

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Per farmi approvare il titolo da IA (quindi per non avere grane) ho dovuto spaccarlo in due, per poi ricomporlo. Il processo per costruirlo è stato per me (mi accontento di poco) un autentico divertissement digital-linguistico.

Le “nuvolette connesse” si riferiscono  alla rivoluzione che si sta delineando, qualora l’applicazione di IA divenisse radicale in fase di execution, cioè se venisse adottato un nuovo modello organizzativo (IDEA o similari) che darebbe origine a una Rivoluzione Algoritmica di tipo strutturale e di dimensioni, e relative implicazioni, oggi inimmaginabili. Infatti, prima si dovrebbe modificare ii modello organizzativo in essere e poi applicare IA e non, come avviene oggi, tentare di applicare IA agli attuali modelli organizzativi (si veda il fallimento di Musk nella PA americana).

Con i “cartonati” mi riferisco alla ormai mitica fotografia dell’insediamento di Donald Trump II – 25 gennaio 2025 – circondato dai Sette Prìncipi di Silicon Valley, in qualità di Membri del Board of Patricians mascherati da collaboratori-sudditi. Subito dopo la cerimonia sono tornati al loro posto di comando, dietro al Trono presidenziale (il mitico power behind the throne).

 

I Presidenti degli Stati Uniti – così come tutti i Presidenti di tutti gli Stati dell’Occidente cosiddetto liberaldemocratico – sono sì eletti dai cittadini, ma nella realtà sono dei Cartonati del Board of Patricians (vedi la commedia in tre atti ‘O guappo ‘e cartone di Raffaele Viviani). Fino alla Presidenza Trump I compresa, dietro al Trono c’era l’apparato finanziario-industrial-militare Dem-Rep, mentre nel Trump II ha prevalso l’apparato digital-algoritmico-spaziale dei Sette. Umanamente, moralmente, culturalmente, sono la stessa cosa. Infatti, li trovate tutti, alla rinfusa, nel musical Epstein-Woke-Maga Files.

Noi persone normali non ci rendiamo conto che, nelle loro fasi iniziali, le tecnologie algoritmiche (social, IA generativa, gadget connessi) evolvono a grande velocità e lo fanno in un contesto spesso confuso. Con un curioso profilo, una caratteristica unica: le tecnologie algoritmiche una volta inventate non possono essere disinventate.

Bruno Giussani, intellettuale svizzero marchiato TED Talks, nel suo ultimo libro La mente sotto assedio (in Italia il prossimo mese) ragiona intorno alla sua visione di resistenza tecnologica non per indicare un rifiuto della tecnologia ma per suggerire una postura che ritiene ovvia a fronte di macchine che hanno sulle masse un’influenza sociale e cognitiva.

Convengo sul fatto che non dobbiamo guardare a IA come ad un prodotto. Il Novecento è stato il secolo dei prodotti caratterizzati dall’essere solo nostri, una volta comprati. Non sarà mai più così! Ora sono delle piattaforme che funzionano in un firmamento di nuvolette connesse (cloud) cioè in macchine lontane, controllate non più da noi acquirenti (in realtà ridotti a locatari) ma da loro stesse.

Però, dobbiamo riconoscerlo, sono utili, efficienti, pratiche, di facile utilizzo, spesso anche gratuite. Le percepiamo come una trappola, alcuni di noi come una minaccia strategica, però dobbiamo riconoscere che ci sono veramente utili. E questa è la loro forza, il loro futuro sarà l’insostituibilità. Via via non ne potremo più fare a meno, diventeranno, con l’evoluzione della specie umana, delle protesi di sopravvivenza.

Verso l’innovazione di prodotto o di processo io non ho mai cambiato idea: rifiuto posizioni difensive sia in positivo sia in negativo, l’innovazione di qualsiasi genere o natura prima la cavalco, e poi osservo cosa succede. Al contempo, capisco i miei amici alto patrizi, terrorizzati che questo scenario spaziale delle nuvolette connesse  possa trasformarsi in una vera rivoluzione che, in termini culturali e sociali, spazzi via dal Trono, prima i loro cartonati, poi loro.

Zafferano.news

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