parole in libertà

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Oltre 200 racconti su fatti di attualità del 2012. Brevi, secchi, del racconto hanno tutto, l’incipit, la chiusa, la storia, nomi e cognomi di personaggi spesso celebri, e come spezie brandelli di vita dell’autore. Raccontano la Grande Crisi, l’Occidente, l’Italia, attraverso le storie e i comportamenti delle classi dominanti, miserie, violenze, lo squallore di un mondo che pare avviarsi al disfacimento. È il libro di un uomo comune, libero, indipendente, curioso, scanzonato, che osserva, preoccupato per i suoi nipoti, la caduta di una certa cultura occidentale. Si rammarica che nei posti di comando dell’Occidente vi siano troppi inetti, tutto charme e comunicazione, con troppa intelligenza e poca umanità, governati da un protocollo feroce: il successore è sempre peggio del predecessore. Parla molto di politica ma non è un libro politico, non scivola nella trappola dell’etica, si rammarica della caduta dell’estetica, esprime con leggerezza giudizi aspri, feroci sulle attuali élite.
Riccardo Ruggeri nella vita ha fatto tanti mestieri (operaio, travet, manager, consulente di business, imprenditore, scrittore, giornalista, editore), da oltre vent’anni risiede all’estero. Dal suo eremo svizzero osserva come campano gli amati italiani, preoccupato che possano un giorno rassomigliare ai loschi centro e nord europei. Si definisce un nonno invecchiato bene, dispiaciuto di avere scarse possibilità di diventare bisnonno.

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