a ciascuno il suo

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Per un anno intero, cinque volte per settimana, l’Autore scrive, per due importanti quotidiani, un mini “racconto” su fatti di attualità che lo colpiscono. Del racconto c’è tutto: l’incipit, la chiusa, la storia, i personaggi, con nomi e cognomi, le battute. La leggerezza, l’ironia, la simpatia umana con i quali il tema e i personaggi vengono trattati, spesso analizzati, a volte scarnificati, rappresentano il filo rosso di questi oltre 220 racconti che vanno a comporre un affresco del mondo euro-americano del 2011. I singoli racconti (camei) raggiungono via via una struttura ottimale, trovata usando 272 parole (i 10 comandamenti ne hanno 179, l’ultima versione del regolamento Usa sulla vendita del cavolo verza 26.911). Parla molto di politica, ma non è un libro politico, non cade nella trappola dell’etica, si rammarica invece della caduta dell’estetica, con giudizi coraggiosi, aspri, durissimi. Non è il libro di un intellettuale, ma di un uomo comune, libero, indipendente, un nonno, curioso e scanzonato, che osserva, terrorizzato per i suoi nipoti, la caduta della cultura occidentale. Intesa come capacità di comprendere e guidare il proprio tempo, a favore di uno squallido relativismo, cioè al facile abbandonarsi a banali luoghi comuni e all’indignazione salottiera. Si rammarica che al vertice del mondo euro-americano vi siano degli inetti, tutto charme e comunicazione, nessun contenuto. D’altro canto, essendo stati selezionati per cooptazione, e non per merito, non poteva essere diversamente: in queste organizzazioni il successore è sempre peggio del predecessore. Un libro almanacco destinato ad essere un amichevole livre de chevet.

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